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03/05/05

Rapporto Calipari, omissis, pdf e ruolo dei blog

Opinione personale di Marco Montemagno.

Leggendo gli articoli sui siti e giornali italiani ho l'impressione che i media tradizionali non abbiano compreso quello che è successo domenica (= rapporto calipari e omissis rivelati dai bloggers).

Non siamo davanti a una curiosa bravata di un ragazzino; non si tratta di confinare l'accaduto al solito 4 occhi informatico che si è divertito a curiosare in un pdf.

Siamo davanti a un cambiamento (o meglio, a una rivoluzione mediatica) di tali dimensioni, che è quasi difficile rendersene conto per quanto è grande.

Alcune parole chiave di questo cambiamento sono:
grassroots journalism, long tail e il tramite, oggi, sono i blog.

Come spiegarlo facilmente ?

Vi propongo alcune slides di Doc Searls, presentate in occasione del recente meeting francese Lesblogs, che ritengo particolarmente chiare:
Slide01
Slide16_1 Slide17

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Commenti

Caro Marco,
tanto per completare l'informazione sulla vicenda Omissis e Rapporto
Calipari (e non per togliere primati a nessuno, sia ben chiaro), lo
studente greco che ha dato "l'allarme" alle agenzie e di cui ha
parlato l'Ansa ha un nome, un cognome e una faccia: si chiama Yannis
Parasyris e ieri lo ha intervistato un giornale locale di Bologna, "Il
domani".
Non è la mattina del 1 maggio che si è diffuso il tam tam telematico
tra blog, siti, newsgroup oltre che le tempeste di telefonate nelle
redazioni e alla Farnesina. Già intorno la mezzanotte del 30 maggio
sul sito di informazione indipendente Indymedia era possibile leggere
il testo del caso Calipari senza gli omissis del Pentagono.  Yannis
Parasyris ha contattato, tra gli altri, anche il sito dei
mediattivisti italiani che ha subito pubblicato il rapporto
decrittato.
Al MacchiaNeri l'onore e il merito di avere reso pubblico il rapporto
svelando il banale trucchetto la mattina del 1 maggio, mentre
Indymedia, per prima, ha semplicemente copiato e incollato il testo
decrittato senza spiegare il come e il perche', tanto che a loro non
ha creduto nessuno. Gianluca Neri gode invece di attendibilita',
perche' e' giornalista, scrittore e autore, oltre che blogger.
Quindi non mi sembra che questo sia un colpo dell'informazione
alternativa contro il mainstream: Neri, a sua volta, fa parte di quel
giornalismo istituzionalizzato che tanto critica nel suo blog. Tant'è
che lui viene preso per attendibile al contrario di Indymedia.
E sempre per aggiungere un'informazione a chi parla di mazzata per i
giornalisti, che il primo maggio "dormivano" mentre blogger e studenti
di medicina "lavoravano", ricordo che per contratto nazionale, nonche'
per calendario, il primo maggio e' festa del lavoro, e nessun
giornalista della carta stampata (assunto con tutti i crismi) e'
obbligato a lavorare (i giornali il 2 maggio non escono, guarda caso).
Diverso il discorso per le agenzie, le radio, le tv e… i co.co.pro.
Per la precisione. E di nuovo complimenti a Neri (non il primo, non
l'unico come scritto erroneamente riportato dall'Ap/com e da molte
altre testate)

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