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28 marzo 2006

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Italia e Web: crediamoci:

» Citizen journalism: spunti per un dibattito. da OGNI MALEDETTA DOMENICA
Qualche giorno fa Spartaus mi ha avvertito di questa bella discussione promossa da Almost: blog e giornalismo. L'argomento mi interessa, e molto: così provo a fare il punto della situazione raccogliendo un po' di opinioni tra i blogger/giornalis [Continua a leggere]

Commenti

Davide

Non è recentissimo, neanche vecchio di anni, ma nella lista metterei anche www.ioscelgo.it.

Speriamo: per me la voglia di andarmene è sempre più forte.

Napolux

1. Grazie x la segnalazione.
2. Cosa manca per far decollare il web italiano?

Fortuna e tempo sono solo due delle variabili in gioco. Importanti, ma non le uniche.

Io, diciamo da "protagonista" (spero) incrocio tutte e 20 le dita.

Marco Cavicchioli

non so se sia sufficiente "crederci". forse è più utile pensare che dobbiamo "produrre" innovazioni, servizi, ma soprattutto strumenti per facilitare l'utilizzo del web. prima di Google i motori di ricerca esistevano già, no? eppure è stato Google ad aprire le porte del web ad ogni (OGNI) possibile cybernauta.
il fatto che online ci siano i contenuti (come dici giustamente tu, marco) non è sufficiente ad attrarre pubblico ed utilizzatori. o, perlomeno, non lo è nel numero e nella quantità sufficienti a far decollare l'utilizzo del web in Italia (che mi pare stia ancora in "seconda o terza posizione", ma non in prima!). questo perchè senza strumenti di facile utilizzo il pubblico tende a non capire, a non comprendere, e, quindi, a dimenticare. bene fai, marco, a sottolineare che è solo con questa spinta dal basso (a "produrre", e non a "crederci") che si potrà dare una svolta a questa situazione spiacevole, colmando il gap che vede l'Italia indietro rispetto ad altri paesi industrializzati.
d'altronde produrre non significa per forza necessariamente aver successo. significa provarci. purtroppo il carattere latino dell'italiano medio è privo di quel coraggio e di quella scarsa propensione alla paura che lo metterebbe nelle condizioni di provarci senza bloccarsi al primo insuccesso. purtroppo "noi" (italiani) soffriamo spesso della sindrome di Homer Simpson, che dice: "provarci è il primo passo sulla via del fallimento"...

Marco Montemagno

Yep.

Davo per scontato l'impegno, gli sforzi, il talento, gli investimenti e tutto quanto serve per creare progetti di successo.

Quello che intendevo dire è che però manca oggi la consapevolezza, in chi sta sviluppando progetti online, di potercela fare e andrare oltre la cortina fumogena che avvolge il web italiano.
:)

Giorgio Baresi

Che cosa manca allora per far decollare il web italiano (oltre ad una buona dose di fortuna e di tempo)?

La volontà di investire seriamente sul web: troppe aziende vedono il web come un medium cui riservare le briciole dei propri budget. Senza contare il fatto che in Italia non esiste una cultura degli investimenti in start-up come invece accade negli Stati Uniti.

Nicola

Non "dobbiamo", BISOGNA crederci!

stefania

Splinder non è Italiano è usa... piattaforme blog italiane? http://blog.3000.it o http://www.ilcannocchiale.it

Marco Montemagno

Stfania, Splinder usa drupal come cms open source ma la localizzazione e il progetto sono Italiani.
Ti risulta diversamente?
:)

Zula

Molti dei progetti web italiani mi sembrano semplicemente delle simil-versioni localizzate di progetti stranieri che hanno già avuto successo.
Infatti anche tu parli di un simil-Digg italiano; potremmo aggiungerci un simil-delicius italiano; un simil-craiglist italiano, ecc..
Naturalmente in questo non c'è nulla di male; ben vengano anche progetti di questo tipo.
Mi sembra però siano pochissimi i progetti innovativi e di successo realizzati in Italia rivolti ad un pubblico internazionale.

Stefano Vitta

Concordo pienamente con Giorgio. Le difficoltà principali sono quelle di reperire investimenti che coprano almeno il periodo di startup.

In questo modo, siamo costretti a sviluppare ed, allo stesso tempo, a fare business sufficiente a generare introiti per la sopravvivenza.

Troppo spesso ci si dementica che i progetti USA tanto famosi sono cresciuti a suon di milioni di dollari elargiti sulla base di un idea e non di un prodotto finito.

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