« giugno 2006 | Principale | agosto 2006 »
31/07/06
Reporter Diffuso: perché i media tradizionali ti vogliono (e così non ti avranno)
E' molto interessante vedere nello stesso giorno sia CNN sia AOL annunciare 2 iniziative dirette a raccogliere, di fatto, i contenuti prodotti dagli utenti.
In sintesi, due colossi dell'informazione mondiale vogliono: TE.
Vogliono i tuoi contenuti. Vogliono i tui video. Vogliono il tuo tempo (gratis).
Per chi avesse perso le puntate precedenti, uno dei mantra del momento sono proprio gli user generated media (video, audio, testo). Ne senti parlare ovunque.
Si può trattare di pubblicità prodotte dagli utenti, di video amatoriali, di commenti, di segnalazioni di news e di qualunque altro tipo di materiale di interesse giornalistico e non.
Ma perché i media tradizionali sono così interessati?
Perché gli UGM producono soldi. Perché offrono un vantaggio competitivo. Perché piacciono.
Perché in questo modo trasformi i lettori/telespettatori/ascoltatori da passivi in attivi.
Il concetto di base comunque la giriamo, non cambia: coinvolgere l'utenza, creare community fidelizzate che da un lato generino traffico (= $$$) dall'altro producano materiale d'interesse per il mondo dell'informazione tradizionale (= informazione più ricca e possibilità di avere scoop in anteprima grazie alla presenza capillare dei reporter diffusi).
Il fatto che colossi del calibro di CNN, Sky, WP e in Italia Repubblica.it oltre a Sky Tg24 ovviamente (per prima) è un segnala chiaro e di grande importanza.
L'informazione infatti si arrichisce, si apre, si democratizza (o almeno così ci si augura) e in definitiva migliora.
Sul fronte dell'entertainment si aprono spazi per talenti sconosciuti, si rompono i monopoli della celebrità e si portano le nicchie più disparate a conoscenza della massa.
L'unico problema è che questo genere di approccio quando è realizzato dai media tradizionali difficilmente funziona.
Se il "via" parte dall'alto, infatti, sembra perdere quella spontaneità propria di progetti stile Digg e YouTube (o anche Wikipedia), partiti dal nulla e diventati giganti solo grazie ai propri utenti (sul caso degli utenti Digg che Calacanis/Netscape si è offerto di assoldare, consiglio i link che trovate qui).
L'altro problema di un approccio dall'alto al basso è che, in genere, non offre nulla in cambio o offre in cambio una valuta (soldi) che non è quella che l'utenza che oggi produce contenuti vuole (non solo quella almeno).
Ti puoi chiamare Repubblica, Corriere o CNN ma per avere successo in questo settore devi prima conquistarti la fiducia, online, degli utenti.
Non basta chiedere agli utenti di mandarti del materiale.
Non basta avere un nome fuori dal web.
Non basta neanche avere un nome sul Web, se sei al di fuori della blogosfera e dei centri di gravità.
Se vuoi il mio materiale mi devo fidare di te e per fidarmi di te devi prima sporcarti le mani, venire ad abitare qui su Internet insieme a me, starci parecchio tempo, condividere progetti, discussioni, problemi di convivenza quotidiani, conquistare autorevolezza e credibilità sul campo.
Poi,a quel punto iniziamo a parlarne.
Questo perché se lanci un progetto basato sulla partecipazione di utenti che producono, ti stai rivolgendo a un target che ha competenze, che probabilmente ha un blog, che sa muoversi online, che ha proprie regole che devi rispettare.
Vuoi giocare e vincere al "gioco dei contenuti prodotti dagli utenti" ?
Allora trasferisciti qui sul web e mettiti in fila.
Link:
In Italia, di CNN Exchange al momento ne parla Luca oltre a Giacomo Dotta su Html.it.
Link: AOL Retools Video Site to Offer User-Made Content
Il commento su Digg alla notizia della CNN.
luglio 31, 2006 nella Citizen Journalism | Permalink | Smark this | Commenti (2) | TrackBack
30/07/06
I 5 interrogativi di YouTube
La velocità con cui i siti di video sharing (= i siti dove chiunque carica qualunque video) stanno impattando il mondo di Internet e i media, fa riflettere.
Se guardiamo i blog di 1 anno fa e di oggi notiamo subito una quantità infinita di player video in più che mostrano video di ogni genere. Mai come oggi possiamo essere un media.
Allo stesso modo i media tradizionali sono travolti da un fenomeno che ancora non sanno come gestire.
Ecco che, fare il punto su questo importantissimo trend può essere utile per comprendere la direzione futura del Web in generale.
Gli interrogativi ricorrenti su YouTube, applicabili alla maggior parte dei sistemi di Video sharing in circolazione, sono a grandi linee i seguenti:
- YouTube ha un modello di business sostenibile?
- YouTube è legale? Sopravviverà alle cause?
- YouTube aiuta o danneggia chi produce video?
- YouTube è appetibile per essere acquistato?
- E' legale se inserisco un video presente su YouTube sul mio sito/blog?
Entriamo nel merito.
1) YouTube ha un modello di business sostenibile?
YouTube avrebbe un valore stimato di 1 miliardo di dollari.
Non vi so dire se l'importo sia esatto o meno ma possiamo dedurre che se Skype ha avuto un valore complessivo intorno ai 2 mld di dollari e Myspace è stato acquistato per 580 mln di dollari, allora sono numeri che hanno senso.
Il modello di business, di per sè, è abbastanza facile da immaginare: raccolta pubblicitaria sul sito (o sui video), accordi con i produttori per dare visibilità ai contenuti.
Un sito con i numeri di YouTube non ha problemi a generare entrate.
Il problema semmai è giuridico: è legale guadagnare grazie alla pubblicità posizionata vicino/dentro contenuti di proprieta altrui?
Questo introduce il prossimo tema.
2) YouTube è legale? Sopravviverà alle cause?
Come sempre in questi casi: il sistema di per sè è legale, l'uso...dipende.
Controllare gli utenti, moderando a priori renderebbe YouTube inutilizzabile per cui dal punto di vista di chi lo usa rappresenta il sistema migliore.
Il fatto che però si possa caricare di tutto espone, irrimediabilmente, questa tipologia di siti a innumerevoli eccezioni di illegalità (fondate).
La recente causa intentata da un giornalista (grazie a Christian Tipaldi per avermela ricordata) è solo una delle prime di una lunga sfilza (qui un buon link sul tema "Cause a YouTube e Google Video: Reporters").
Tutto starà in come YouTube riuscirà a gestire le cause, quanto saprà diventare potente e come saprà generare utili.
Sui problemi legati a copyright e cause ricordo questo articolo di Fred Von Lohman, legale di di EFF, che delinea alcune soluzioni possibili.
3) YouTube aiuta o danneggia chi produce video?
Questo è un aspetto che all'inizio non era stato considerato ma ora inizia ad emergere.
Se all'inizio l'amore verso YouTube era incondizionato, oggi con la crescita del videoblogging e del citizen journalism i micro produttori iniziano a preoccuparsi.
E' il caso di Ze Frank che produce il suo fantastico The Show e guadagna usando Revver (ma se il video viene visto su YouTube lui smette di guadagnare); oppure pensiamo al caso del video delle mentos cha ha fatto il giro del mondo.
Ma il problema riguarda anche la policy di YouTube: chi è titolare dei diritti se carico il mio video? Boingboing ha molte info al riguardo.
La mia opinione in questo caso è semplice e affine a tutti i discorsi già fatti in materia di file sharing: non si può fermare il fenomeno dei video e bisogna imparare a guadagnare dall'esposizione.
YouTube e altri siti di video sono vetrine straordinarie che possono portarti di fronte a milioni di persone: non è assurdo che più persone ti vedono, meno guadagni?
La soluzione c'è e sta solo aspettando di essere trovata (product placement embeddato nel format del video, pagamento per ogni video visto, altro).
4) YouTube è appetibile per essere acquistato?
Battelle, il band manager di Boingboing, sostiene che, per quanto YouTube possa valere, di fatto nessuna major e nessuna grande sorella del Web (Yahoo, Google, Microsoft, Aol) comprerà YouTube rischiando di portarsi in casa miliardi di dollari di cause.
Il punto è molto delicato e va valutato.
Credo però che quando si raggiungono i volumi di YouTube un acquirente lo si possa trovare senza grossi problemi.
Anche perché, se si considerano pericolosi i siti che contengono contenuti prodotti dagli utenti (perché, stringi stringi, di questo stiamo parlando) , allora vanno inclusi nella categoria moltissimi dei principali cardini del web, da Digg ai siti di social networking (nb: Myspace è stato acquistato lo stesso).
5) E' legale se inserisco un video presente su YouTube sul mio sito/blog?
Un ultimo punto che accenno soltanto riguarda i cosiddetti video embedded (i video embeddati/inseriti sul proprio sito).
Tutti noi li usiamo e sempre più ci si chiede se sia o meno legale questo tipo di utilizzo.
Penso sia giusto inziare a rifletterci su e nel frattempo rimando a questo breve post di Lost Remote sulla pratica del youtubing, ormai irrinunciabile per chi ha un blog.
Mi fermo qui, mi dite la Vostra?
luglio 30, 2006 nella Video | Permalink | Smark this | Commenti (4) | TrackBack
Il più grande giocatore di ping pong della storia [OT]
Visto che è da un pò che vedo passare su Digg segnalazioni di video di ping pong, conviene spiegare (già che è domenica) due concetti fondamentali ai Diggers...
Il più grande di tutti i tempi è il signore che vedete in questo video.
Punto ;)
Link: YouTube - Waldner --- All time table tennis great
luglio 30, 2006 nella Curiosità | Permalink | Smark this | Commenti (0) | TrackBack
Riconoscimento vocale di Windows Vista andato male (video)
Da Google Video (il video è di una TV americana) una demo di Windows Vista che si impalla sul riconoscimento vocale e scatena le risate del pubblico.
ps: chiunque abbia fatto demo di software in vita sua sa quanto sia frequente che davanti al cliente non funzioni nulla ;)
Link: Windows Vista Speech Recognition Demo Gone Awry - Google Video.
luglio 30, 2006 nella Curiosità | Permalink | Smark this | Commenti (2) | TrackBack
Cosa succede se metti in fila 787 cliparts
Questo: 787 Cliparts.
luglio 30, 2006 nella Curiosità | Permalink | Smark this | Commenti (0) | TrackBack
28/07/06
Passati i 2.000 post su Reporter Diffuso
In questi giorni di light posting e compleanno (!) solo una piccola segnalazione e un ringraziamento.
Mi sono accorto che sono stati superati i 2.000 post su questo blog :)
Sarei curioso di conoscere i dati degli altri blog; quanti post di media avete collezionato?
Grazie davvero a tutti per il sostegno, segnalazioni, aiuto, critiche e tutto quanto!
Marco
luglio 28, 2006 nella Off topic | Permalink | Smark this | Commenti (5) | TrackBack
27/07/06
34...
Ehmm, si oggi faccio...34 anni ... :)
luglio 27, 2006 nella Off topic | Permalink | Smark this | Commenti (38) | TrackBack
25/07/06
Socialtext si apre
Notizia che ha avuto poco rilievo ma importante.
Socialtext è il wiki commerciale più noto in circolazione e dopo una lunga gestazione ha deciso di rendere disponibile il proprio codice.
Ancora una volta aprire il codice rappresenta la soluzione scelta per competere sul mercato ma anche per tentare di diventare lo standard di fatto.
Ne abbiamo appena parlato a proposito delle classifiche di blog dove è, a mio parere, evidente che il codice dovrebbe essere aperto a tutti proprio per permettere di creare un tool credibile.
Link: Socialtext Releases First Commercial Open Source Wiki | Socialtext Enterprise Wiki.
luglio 25, 2006 nella Open Source | Permalink | Smark this | Commenti (0) | TrackBack
Google Talk non prende piede (ma è un ottimo prodotto)
I numeri scarsi di Google Talk hanno suscitato le solite critiche.
Personalmente ritengo in questo caso i numeri di poco interesse perché Google Talk è nei fatti un ottimo prodotto: leggero, semplice integrato con Gtalk Gmail .
Link: Instant Messaging and Trashing Google.
luglio 25, 2006 nella Web/Tech | Permalink | Smark this | Commenti (4) | TrackBack
A proposito di juve (video)
La redazione del sito Antijuve (grazie!) mi segnala questo loro video pazzesco sulla serie B della Juve.
Link: ANTIJUVE - il sito per chi ama il calcio e odia la juventus
luglio 25, 2006 nella Curiosità | Permalink | Smark this | Commenti (8) | TrackBack
