Riflessioni su Web 2.0, bolla 2.0 e Internet in Italia - Updare
Ricapitolando negli ultimi giorni abbiamo visto che:
- Reuters ha investito 7 mln di dollari in Blogburst (= aggregatore di blog scelti dei quali redistribuisce agli editori tradizionali i contenuti)
- AboutUS, una directory di siti fatta a Wiki, ha raccolto 1mln di dollari
- Slide avrebbe raccolto circa altri 8mln di dollari arrivando a un totale di 20 (ne avevo parlato appena era partito)
- Zvents ha portato a casa 7mln di dollari
- Topix altri 15mln di dollari
- e StumbleUpon (uno dei primi siti a a offrire bookmarklet per segnalare i propri siti preferiti e non solo) potrebbe essere in vendita per 50MLN di dollari
Bene.
Davanti a così tanti investimenti (soprattutto dopo la notizia Google /Youtube) tutti sono tornati a parlare di Internet, molti hanno parlato di un rischio bolla 2.0 (sembra anche Zio Bill scorsa settimana), molti si stanno ributtando a pesce online, in tutto il mondo (anche in Italia).
Ecco quindi alcune riflessioni riassuntive che volevo condividere con Voi sulla nuova febbre del web 2.0, bolla 2.0, annessi e connessi:
- ci saranno start up che falliranno? Si.
- ci saranno investitori che ci rimetteranno? Si.
- ...ma molte start up guadagneranno molto e alcuni venture moltissimo
- ...e scalzeranno business consolidati
- ...e cambieranno la vita di tutti i giorni di tutti noi in tutto il mondo
- la differenza rispetto agli anni passati?
Oggi l'impatto di una buona idea online è davvero planetario e esce da Internet.
Youtube ad esempio, cambiando il modo di gestire i video online, ha finito per influenzare anche tutto il mondo dell'informazione. - Small is the new big >> i nuovi grandi sono i piccoli
- chi, nel settore dell'informazione, non investe in Internet è fuori. Sorry.
- in Italia - chi è stato a IAB Forum la scorsa settimana può confermare-, è ufficialmente tornata la febbre di Internet.
Come sempre alcuni si scotteranno altri invece avranno successo.
Sono subito risbucati come funghi sedicenti consulenti, esperti e pseudoguru (ehi, dov'eravate in questi anni?) dai quali consiglio vivamente di tenersi alla larga. - Internet è di chi lo fa.
Se qualcuno vi parla di web, andate a vedere quali progetti sta facendo, cosa sta sviluppando, quali progetti porta avanti sulla Rete, quali conversazioni ha in corso. - Avere un blog.
Avere un blog non significa che uno ci capisce di Internet, significa solo che si ha un blog (!). Quindi? - Internet si vive (tutti i giorni, con fatica) non si descrive.
Ci sono parecchie persone in gamba in Italia che ogni giorno vedo su Internet.
Alcuni li apprezzo altri magari non mi piacciono oppure altri progetti non li condivido. Ma sono queste le persone che stanno facendo Internet in Italia, che piaccia o meno. - Cos'è web 2.0?
Se volete scoprire che cos' è il fantomatico web 2.0 aprite il browser, navigate e fate. Quello è il web 2.0. - Internet non è tecnologia. Internet sono le persone.
Cosa ne pensate, mi dite la Vostra?
Update!
Volevo segnalare, oltre ai commenti a questo post, alcuni molto interessanti, anche l'impatto della pubblicità sul c.d web 2.0.
Calacanis ha un bel post riassuntivo su advertising 2.0 e su quali siano i fattori che hanno portato e porteranno, a investire online.


Saro' ripetitivo... ma caspita! Parlate pure di web 2.0, 3.0 4.0.... internet a banda larga è un lusso per molti e molti altri non possono neanche averlo... WI-MAX non puo' partire perche il nostro esercito utilizza le stesse frequenze e non sara' semplice schiodarli... qui parlate come chi legge abiti a Milano... ma non è così... soprattutto al sud (dove abito) un buon 50% dei giovani ( e forse piu') non sa neanche accendere il pc... questi sono i veri problemi da risolvere... ma sono anni che tutto è fermo, e chi come Macro potrebbe sfruttare la sua posizione per una maggiore informazione fa poco o nulla... VOGLIAMO O NO FAR AVERE INTERNET VERA A TUTTI?
scusate lo sfogo...
Scritto da: Massimiliano | 15/11/06 a 13:13
Marco, non posso che sottoscrivere ogni parola di quello che dici.
Complimenti.
Scritto da: Kurai | 15/11/06 a 13:16
Massimiliano concordo sullo sfogo.
Ma per quanto mi riguarda parlo di Internet (non web 2.0) a tutti, tutti i giorni, in qualunque contesto.
Tu che cosa fai?
Scritto da: Marco Montemagno | 15/11/06 a 13:19
a parte l'ultima affermazione (credo sia più corretto dire che Internet è FATTO da/di persone) condivido il tuo ragionamento. a cui vorrei aggiungere una cosa.
quello che oggi abbiamo in più rispetto al 2001 è l'esperienza. quella vera, fatta in prima persona, vissuta sulla pelle. quella che non lascia solo tracce ma conoscenze. quella che impedirà ai più "esperti" del web di commettere una seconda volta lo stesso errore.
se infatti all'epoca della prima bolla eravamo tutti in-esperti (in senso letterale) ora invece qualcuno non lo è più. quindi se ci sarà una seconda bolla questa peserà solo sulle spalle di chi si lancia in questo mercato senza conoscerlo. ma dato che, invece, molti lo conoscono (qualcuno lo conosce anche fin troppo bene!) se ci sarà una nuova bolla credo che sarà solo una "mezza bolla", con qualcuno che inevitabilmente ci perderà, ma non il grosso degli investitori (che dovrebbe aver imparato la lezione). d'altronde... sbagliando si impara!
Scritto da: marco cavicchioli | 15/11/06 a 14:06
SkyTg24, ieri. Parlando del filmato di cui tanto si parla in questi giorni circa il ragazzo down malmenato e ripreso, il giornalista ha detto che gli inquirenti hanno rintracciato colui che ha "scaricato il filmato su Google". Poi si è parlato di protezione dei minori e nuovi media, ed a commentare la cosa v'era un pubblico di ultra 60enni che dubito abbiano mai acceso un pc.
E SkyTg24 è a mio modo di vedere il miglior tg in circolazione. Internet era una tecnologia. Poi è diventato una community. Ma penso sia giusto descriverlo oggi propriamente come un modo di pensare.
Scritto da: Giacomo | 15/11/06 a 14:23
Rischio magari di fare la figura dello spammer, ma da totale ignorante ho affrontato più o meno lo stesso argomento due giorni fa. http://www.pensierineccesso.it/2006/11/13/che-cose-un-blog-boh/
Scritto da: Maxime | 15/11/06 a 15:05
Sottoscrivo tutto al 100% e sorrido quando qualcuno si lamenta proprio con te per il fatto che i giovani del sud non sanno usare un pc ;)
Scritto da: Stefano Vitta | 15/11/06 a 15:19
Saggezza a piene mani, Marco. Condivido. Soprattutto le considerazioni sul blog.
Mi preoccupa, invece, che manchi la cognizione di cosa sia internet proprio in coloro che dovrebbero fornirci le cosiddette «autostrade telematiche». Per dirne una, Libero ci ha messo una settimana per portare la mia banda da 4 a 12 mega. Risultato, sette giorni di connessione cenozoica: modem, telefono occupato, spazi di navigazione (e di lavoro) ridottissimi. Ci stareste se vi tagliassero l'acqua per una settimana?
Scritto da: Igor | 15/11/06 a 15:55
lavoro per una multinazionale e mi occupo di formazione. Mensilmente facciamo una riunione coinvolgendo una trentina di dipendenti. Questo mese ho parlato di Web 2.0. Molti colleghi manager non sapevano nulla di blog, di youtube e tantomeno della miriade di servizi e funzionalità che questo vecchio/nuovo modo di vivere la rete in upload ci sta cambiando.
Oggi dopo un mese ho caricato su youtube un messaggio di ringraziamento del nostro presidente ai nostri dealers.
Credo sia importante far toccare con mano il nuovo. Come il gran bel lavoro che stai svolgendo tu.
Giovanni Re
Scritto da: Giovanni Re | 15/11/06 a 17:05
è vero: internet è la gente... Se agli inizi non si poteva non guardare a Internet come a un'incredibile rivoluzione tecnologica, credo che oggi, invece, Internet e web 2.0 coincidano, fino quasi a confondersi. Mi è capitato più volte di leggere quest'accoppiata di termini: umanesimo digitale, un binomio che mi riconquista ogni volta che lo leggo o che lo penso. L'uomo è al centro della Rete, perché Internet è anche un modo d' essere, di vivere, di pensare. Per cui, coloro che vogliono sfruttarlo per il proprio business, senza porsi il problema di conoscerlo a fondo, finisce inevitabilmente col fallire.
Scritto da: federica | 15/11/06 a 18:05
Ho postato proprio oggi con considerazioni analoghe... Personalmente, anche da post IAB, mi sembra che 2.0 per molti sia un'occasione per pulire il passato e ricominciare da capo.
2.0 è internet, e internet è sempre stato 2.0 (fidonet remember) anche se i più non se ne interessavano.
1.0 era internet che non era stato compreso ai più e che soffriva di popolarità, tecnologia e diffusione.
e sarebbe stato più corretto chiamarlo Web beta 0.2...
Scritto da: Andrea Cappello | 15/11/06 a 18:05
Per far capire il web 2.0 basta fare un semplice disegno: una piramide rovesciata, dove il vertice sono coloro che forniscono contenuti (nell'ordine del 2%) e la base sono il 98% che leggono e divulgano la notizia. In un attimo puo far sapere chi sei, cosa fai, condividere idee e progetti.
Per me i prezzi che girano (acquisizioni e finanziamenti) sono gonfiati per il semplice fatto che non vengono spiegate le cifre. Valutare un'idea è sempre difficile basarsi solo sul traffico mi pare riduttivo.
Gli operatori, monitorando i prezzi, hanno paura che possa crollare il sistema (è normale).
I pseudo-consulenti vanno dove la moda li porta, si autoeliminano in poco tempo.
Sui nuovi modelli di business che scalzeranno quelli vecchi sono un pò scettico: quasi tutti i siti vengono acquiastati da grandi gruppi che tendono a chiudersi e fare il loro circuito. Penso sempre al copyright...nessun grande big informatico lo vuole riformare perchè ha paura di perdere mercato e clienti.
Concordo che sono le persone che fanno grande un'idea, un sito, una community.
Abbraccio Massimiliano per la situazione al SUD: ha perfettamente ragione, a volte parlare di grandi sistemi fa perdere il senso della realtà. Chi nasce non a Milano (o nelle grandi città) fa fatica a colmare il digital divide (gap tecnologico).
C'è ancora molto da fare e preservare la neutralità della rete, ci sono molti squali pronti a farla propria.
Scritto da: Inchiostro Simpatico | 15/11/06 a 19:10
Sono un privilegiato, ma mi accosto alla sofferenza di Massimiliano nonchè al suo sentito sfogo, anche se non credo che Marco
sia disinteressato dalla problematica "Digital Divide".
Estendendo il discorso di Marco Cavicchioli, ora abbiamo anche un linguaggio da seguire: Il Mass Media Internet è cresciuto e vive di vita propria, non vive più dalla televisione e non viene studiato con quella "forma mentis", che a mio avviso era il grave handicap della prima fase del web.
Come conferma Giacomo Dotta, Internet nel "Bel Paese" (ma cosa avrà di tanto bello) è dei giovani, dal punto di vista della presenta in rete, e purtroppo una grande fetta dei giovanissimi si disinteressa dalla funzionalità primaria di Internet, spesso è un veicolo per non pagare licenze di software, musica o suonerie. Non criminalizzo questi fatti, descrivo solo cosa sia Internet per molte persone. Il lato positivo dei giovanissimi che loro, soprattutto loro, lo utilizzano come "dato di fatto", non come tecnologia anzi, spesso, la tecnologia annessa è invisibile ai loro occhi.
Comunque aumentare l'informazione off-line di quanto accade sulla rete, sarebbe più che necessario: non sono esagerato se dico che il 95% delle persone che frequento sul lavoro o l'università (corso in ambito scientifico/tecnologico vorrei sottolineare) non capiscono nulla di ciò che dico. Anche programmatori esperti o geek incalliti, senza parlare di "Dinosauri Docenti di Informatica".
Sottolineando il pensiero di tutti: Internet non è tecnologia, ma si poggia su di essa e l'infrastruttura in Italia è arretrata. Serve una importante e celere inversione di tendenza.
Vai Marco, continua così.
Scritto da: Davide | 15/11/06 a 19:23
Marco io sn d'accordissimo con te!! Guardo Reporter Diffuso ogni Sabato e seguo spesso il tuo blog.. tu hai perfettamente ragione però quello che dice Massimiliano è verissimo. Al sud ci sono molti ragazzi che non sanno accendere il pc o che non sanno cosa sia internet! O meglio sanno cos'è ma non hanno avuto mai l'occasione di usarlo! Internet può cambiare il modo di vivere, di affrontare le cose.. è un problema serio! Cmq ancora complimenti per la trasmissione e il blog!! Ciao
Scritto da: salvatore86 | 15/11/06 a 23:58
Se intendiamo la *visione* legata al Web2.0 allora non stiamo parlando di una bolla, ma di una concettualizzazione di elementi che può servire per percorrere una strada molto vicina allo spirito originario di Internet.
Ma se parliamo del resto entriamo in un mondo pieno di insidie. Società di servizi online che non fatturano, l'e-commerce in lentissimo avanzamento e budget della pubblicità online praticamente inesistenti, non giustificano nessuna euforia.
Vedremo gente a riempirsi la bocca con il termine Web2.0, fino a che l'avranno svuotato di ogni significato. Fino a che diventerà una parola vuota come ormai lo è e-business.
I contorni del concetto Web2.0 non sono definiti e questo consentirà a chiunque di sostenere di operare "nel Web2.0", anche se fa dialer.
E sinceramente già allo Iab Forum ho sentito troppe volte le parole Web2.0 e Social Networking. Termini cool, ma dal significato misterioso per quella metà della platea che aveva un budget reale tra le mani. E che forse voleva solo capire se valeva la pena investire per diffondere i messaggi attraverso la Rete.
Intanto mentre noi eravamo li a sognare il 10% di adv online nel 2010, a San Francisco si teneva la Web2.0 Conference. Partecipanti italiani: uno.
Scritto da: Maurizio Benzi | 16/11/06 a 00:22
Ciao Marco,
ho letto con interesse il tuo post e le relative risposte.
Tutti i settori sono soggetti ad una serie di trend che ne influenzano il business nel tempo.
Internet non è da meno.
E se alcuni di questi fenomeni (penso a Youtube) riescono a muovere diversi soldini da una azienda ad un'altra non mi stupisce che i riflettori vengano accesi sulla cosa.
Porre l'attenzione sul web 2.0 equivale a sottolineare l'importanza dei contenuti. Vedo il tutto meramente dal punto di vista del business e mi accorgo che i più veloci si sono già mossi in questa direzione e principalmente anche per una ragione che tutti sappiamo: a Google piacciono i contenuti. Le aziende e i portali allora sono in fermento: tutti vogliono contenuti a basso costo. E il modo più semplice per farli? Una volta c'erano solo i forum ora ci sono i blog. E si fa passare anche il concetto che la rivoluzione viene dal basso, dagli utenti della rete, quando invece lo è in parte.
Provo a districarmi da questa ragnatela che mi sono costruito scrivendo con degli esempi:
reviewme.com: un servizio che paga i blogger per scrivere questo e quello su un servizio/prodotto di una azienda, evidentemente, loro cliente. Il motivo? Portare traffico generando informazioni che vengono ben risuchiatte dai motori di ricerca.
pangora.com (dove lavoro): è una azienda che gestisce diversi motori di comparazione. Stiamo per rilanciare (qualcosa c'era già) una piattaforma per permettere agli utenti di commentare i loro acquisti. Ovvero generare contenuto. Ovvero aumentare il traffico di qualità sui nostri motori di comparazione.
e-dintorni.it: una azienda che fa contexAdv e ha senso di esistere ovviamente laddove vi siano molti contenuti.
A mio avviso quindi la principale differenza rispetto al passato è che siamo in grado di intuire e monetizzare un pochino meglio i fenomeni che avvengono sulla rete.
Che ci sia sempre ancora molto da capire e da fare è normale: avviene ovunque, in tutti i settori dell’economia.
Ciao e grazie
Riccardo Porta
Sales Dir. - Pangora Italia
Scritto da: Riccardo Porta | 16/11/06 a 10:04
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1762184&r=PI
Sicuri che i nuovi modelli di business scalzeranno quelli nuovi?
Youtube si sta chiudendo sempre più con limitazioni, divieti, minaccie legali proprio come un vecchio monopolista.
Il web 2.0 è fiducia diretta delle persone verso un sito. Cade la fiducia, crolla il traffico e quindi la pubblicità e non si è più "virali" come un tempo.
Strano per un sito comprato a peso d'oro e che adesso si sta deprezzando ogni giorno che passa.
Torniamo al solito punto: il copyright è morto e se si segue la strada di utilizzarlo per fare business in rete si perde su tutta la linea.
Scritto da: Inchiostro_Simpatico | 16/11/06 a 12:03
quote:
[Massimiliano concordo sullo sfogo.
Ma per quanto mi riguarda parlo di Internet (non web 2.0) a tutti, tutti i giorni, in qualunque contesto.
Tu che cosa fai?
Posted by: Marco Montemagno]
Scusa Marco ma non volevo essere "cattivo" nei tuoi confronti anzi... mi sono espresso un po' male. Cque dal sito di Anti Digital Divide leggo: La connessione a banda larga non è un lusso ma un diritto e una necessità per i privati e per le aziende. Non è possibile essere competitivi quando si devono pagare bollette salatissime per connessioni lentissime. Quello che da noi costa 30 euro al mese in altri paesi ne costa 10. Per la mancata copertura, la connessione satellitare è un palliativo costosissimo e non risolutivo.
Oggi in Italia 10 milioni di persone non hanno accesso alla banda larga.
Dove l'accesso esiste, l'abbonato paga 3 volte di più rispetto agli abitanti della maggior parte degli stati europei.
Io purtroppo non ho la possibilita' di esporre ad un pubblico vasto certe problematiche, ma confido a chi puo' farlo di informare il piu' possibile...
Scritto da: Massimiliano | 16/11/06 a 12:40
Condivido la stragrande parte dei punti di Marco. Invito comunque ad avere due binari di osservazione: uno che guarda giustamente all'evoluzione del web e a tutti i conseguenti cambiamenti che sta generando, l'altro strettamente legato al business. Voglio dire, ad un imprenditore va detto di quello che significa YouTube come fenomeno sociale e numerico, però prepariamoci a saper rispondere concretamente anche alla sua legittima domanda "E io come posso farci dei soldi?".
L'ultimo punto di Marco "Internet non è tecnologia. Internet sono le persone", mi ha riportato a rileggere un post che avevo scritto 3 (yes, tre) anni fa e che mi pare funzioni ancora: http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2003/10/internet_comuni.html
Scritto da: Mauro Lupi | 16/11/06 a 14:54
@ Igor: nella "antica repubblica della libertà" ho dovuto aspettare un mese e mezzo per farmi declassare la linea da 4 mega a 640 kbit... il tutto perchè?
Perchè Telecom ha le linee vecchie. E non le vuole cambiare. Quindi per che cacchio di motivo Telecom fa un progetto "Anti Digital Divide" (che non porterà MAI a termine) ?
Scritto da: nicola | 16/11/06 a 17:48
Marco, nell'articolo che hai segnalato ci sono spunti interessanti ma non mi trovo cmq d'accordo.
A parte che l'idea di un Advertising 2.0 farebbe davvero bene a tutti (la qualità dei servizi web non può non dipendere dal giro economico complessivo), di fondo oggi i legami tra Web2.0 e Adv non mi sebrano assolutamente rilevanti. Almeno fosse cosi...pubblicità contestuale, rilveante magari partecipativa.
Infine lui fa previsioni *lineari* di crescita. Perchè dovrebbe essere cosi? Il mezzo non si può certo definire come consolidato.
Scritto da: Maurizio Benzi | 17/11/06 a 15:20
E fu così, con il web 2.0 che l'internet imparò a fare marketing dell'internet... nient'altro che marketing.
Adesso che abbiamo finito di chiamarlo 2.0 o 3.4 sarà finalmente arrivato il momento di pensare all'internet e alle persone?
Capiremo finalmente che l'internet è la realizzazione della profezia: il medium è il messaggio?
Scritto da: Luca Oliverio | 17/11/06 a 16:42
E fu così, con il web 2.0 che l'internet imparò a fare marketing dell'internet... nient'altro che marketing.
Adesso che abbiamo finito di chiamarlo 2.0 o 3.4 sarà finalmente arrivato il momento di pensare all'internet e alle persone?
Capiremo finalmente che l'internet è la realizzazione della profezia: il medium è il messaggio?
Scritto da: Luca Oliverio | 17/11/06 a 16:42
Da qualche tempo si parla sempre più insistentemente di bolla Internet, la cosa mi lascia un poco stranito perché quello che sta succedendo non ha NESSUNA delle caratteristiche di una bolla speculative, un fenomeno ben noto, descritto e teorizzato.
Capisco che Bill Gate ha parlato di bolla, ma non è che se domani dice di avere visto un marziano dobbiamo cominciare a preoccuparci...
Se a qualcuno interessa ne ho parlato qualche giorno fa:
http://robertodadda.blogspot.com/2006/11/bill-lancia-un-allarme-bolla.html
bob
Scritto da: Roberto Dadda | 17/11/06 a 21:35
Ho letto con interesse l'analisi di Marco e tutti i commenti, che insieme valgono più di un reportage giornalistico!
Delle due questioni emerse, internet come fonte di imprenditorialità innovativa ed il problema del digital divide, vorrei suffragare il secondo con un dato.
Lo riporta l'ultimo rapporto Eurostat dell'Istituto statistico della Comunità Europea: gli italiani che accedono al Web in banda larga sono appena il 16% della popolazione, contro il 32% della media europea. La metà! Quelli che navigano su internet rappresentano il 40%, mentre la media di tutto il Continente tocca il 52%.
Il problema è dunque reale, e le due questioni sono essenziali.
La mia idea è cmq che sul Web in generale ci sia una terza grande questione, segnalata da Umberto Eco e forse trascurata per motivi corporativistici: la mancanza di validi mediatori culturali che insegnino a discriminare i contenuti validi da quelli inaffidabili.
Il network Blogosfere, lo dico senza spirito di compiacenza per il suo editore nè di gratificazione autoreferenziale, visto che ne faccio parte, è un bel progetto proprio perchè va in questa direzione, fornendo informazione e strumenti di analisi in ogni campo dello scibile in modo professionale.
Ho l'impressione però che una parte del mondo dei blog, fatta di diari onnicomprensivi, sia la vera grande bolla di Internet.
Da esaminare con più coraggio da tutti noi, per evitare che lo spirito democratico del Web2.0 scivoli verso una deriva populistica e confusionaria che potrebbe minimizzare l'indice di crebilità di tutto il Web.
Detto in modo chiaro e diretto, penso che il nanopublishing "certificato" ed i blog professionali (30 mila su 57 milioni secondo l'ultimo rapporto Thecnorati, che forse usa criteri un po' troppo restrittivi) è una fonte di conoscenza di grande valore.
La "diaristica" onnivora è invece un passatempo, una dimensione che andrebbe separata dalla prima.
Mettere tutto in un calderone comune rischia di trasformare il fenomeno blog nella vera bolla di internet...
La mia forse è una provocazione poco diplomatica, ma è forse il caso di cominciare a "criticare" anche il nostro mondo, che potrebbe avere un suo statuto e una sua identità diversa ma ugualmente dignitosa rispetto a Giornali e Tv, per cui cui ha finora costituito un parente frichettone e divertente da citare come trend di moda, o al massimo un succedaneo informativo da prendere con le molle...
Scritto da: Ernesto Siciliano | 18/11/06 a 18:42
[Internet non è tecnologia. Internet sono le persone.]
@Marco sono sicurissimo che è da interpretare più come una provocazione intelligente che di una affermazione, al contrario mi deluderesti! Qualsiasi sia la versione è solamente su questo punto che desidero spendere due parole ... la Tecnologia è da considerarsi l'engine che permette alle persone di esprimersi, senza di essa tutto questo non sarebbe possibile, sono cosciente del messaggio subliminare che tenti di lanciare, anche la tecnologia senza le persone non avrebbe senso di esistere, ma il Web 2.0 : non vuole essere una rivoluzione degli schemi classici del Web tradizionale, ne tantomeno un passaggio da una tecnologia all’altra, ma bensì una evoluzione in corso, una seconda versione proiettata verso un qualcosa di nuovo, l’entrata in una nuova fase del Word Wide Web. Volendo semplificare, si identifica nel Web 2.0 il passaggio dai siti ai servizi. Si parla di mezzi, di strumenti e di servizi, l’accesso a Internet da una serie di dispositivi diversi dal PC, dai cellulari al televisore alla radio e tutto ciò che sfrutterà la tecnologia digitale. Fenomeni come i blog, il social networking, la condivisione e la collaborazione online, a livello di sito, servizio o piattaforma stanno avanzando velocemente. Il filo conduttore, infatti, del Web 2.0 è proprio la collaborazione e la condivisione, l’interazione sociale, culturale e professionale realizzata grazie alla tecnologia. saluti!
Scritto da: enore savoia | 25/11/06 a 06:44
hai perfettamente ragione su quant hai scritto
Scritto da: absolutforyou | 09/01/08 a 11:02
Thanks for sharing
Scritto da: Doodee | 03/02/08 a 14:31