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23/01/07

Memo x i blogger: divulgazione, divulgazione, divulgazione...umiltà, umiltà, umiltà + Come non fare una presentazione in pubblico...e, si, questo è il titolo più lungo di un post su Reporter Diffuso...e si sono 3 post in uno :)

"La velocità di penetrazione di Internet in Italia è inversamente* direttamente proporzionale al grado di umiltà dei blogger"
Ottava legge di Monty :)
* grazie Alex!

1: Le presentazioni.

Qualche tempo fa Daveblog, in occasione del barcamp di Torino si domandava come poter creare delle buone presentazioni (il post ha vari commenti interessanti da leggere).

Il problema di presentare un progetto o le proprie teorie in pubblico,  passa necessariamente dalla capacità di comunicare - non di "informare" -, con tutto quello che richiede (supporti audiovisivi, ecc.).

2: La divulgazione.

In Italia abbiamo bisogno di divulgare Internet.

Dobbiamo creare una cultura che non c'è nel nostro paese e questo richiede, tra le 1657 cose da fare - tra cui poter accedere a investimenti per le nostre start up simili a quelli che ci sono in altri paesi...Wikio ad esempio, ha appena raccolto altri 4MLN di Euro - , anche una forte divulgazione di tutto quello che Internet offre.

Per divulgare bisogna comunicare.

Bisogna saper comunicare.

3: Il Barcamp di Roma.

Sono potuto andare solamente alla cena di venerdì di 2spaghi (grandi!) e devo dire che ho incontrato persone di talento, un'atmosfera viva fatta di gente che ha voglia di fare.

E che farà.

Super.

Ascoltando però i podcast, vedendo le slide e il materiale del Barcamp ho pensato "uhhm".
Idee, concetti, proposte: ok.
Divulgazione, comunicazione approccio :(((

Bene, collego i 3 punti dal mio punto di vista e Voi mi dite la Vostra:

  • In Italia ci sono persone in gamba che lavorano in Rete e viviamo in un momento positivo per il web.
    C'è voglia di fare, di creare e confermo che nel 2007 ci toglieremo grandi soddisfazioni.
    Le persone che vedo tutti i giorni in Rete, quelli che fanno non quelli che parlano, stanno posando  i mattoni dell'Italia dei prossimi anni.
  • Non è vero che i blog in Italia non sono mainstream (= non raggiungono le masse).
    I blog in Italia raggiungono le masse, eccome.
    Le raggiungono sia indirettamente (tramite gli altri media che rimbalzano quanto accade in Rete) sia direttamente.
    Fate il calcolo di quanti milioni di utenti leggono i blog (circa 4 milioni soltanto i network Blogo e Blogosfere messi insieme ai quali aggiungere tutta la lunga coda degli altri blog).
  • Ma per far crescere il Web in Italia c'è bisogno anche di divulgarlo.
    Divulgarlo nel modo giusto, facendosi capire.
    Non è affatto facile, ma chiunque viva in Internet, e ci tenga, ha una responsabilità in tal senso.
  • La divulgazione passa dalla comunicazione.
    I blogger "sono aperti alla conversazione" ?
    Allora comunichiamo.
    Soprattutto impariamo a comunicare con chi in Rete non c'è.
  • Per comunicare bene c'è bisogno a mio parere di preparazione (>>studiarsi PresentationZen, in cui tra parentesi l'ultimo post ha vari spunti affini a questo) e di un approccio da blogger (conversazione, trasparenza, apertura, originalità..."be hungry be cool")
  • La comunicazione non passa, necessariamente, dagli strumenti cool.
    Slideshare è un bel giochino (mi piace, ne parlai quando ancora non era neanche uscito) ma fa solo dei danni se usato senza una "visione" alle spalle.
    Scusate, ma se caricate le slide sul web e sono tutta la vostra presentazione, allora mi leggo le slide e che bisogno ho di ascoltare la Vostra presentazione live?
    Se invece le slide sono solo il supporto a cosa mi serve leggerle online, se sono incomprensibili slegate dal contesto?
  • Umiltà.
    Fuori dalla Rete e in Rete ci sono milioni di altre persone che hanno competenze in tutti i settori.
    E in ogni settore sono in grado di saperne molto più dei blogger specializzati in un aromento.
    Il bello della Rete è proprio la Rete, l'intelligenza collettiva che sprigiona.
    La cosiddetta "A list" dei blogger non esiste.
    Non esistono i blog della "Top 10", perchè le classifiche non si adeguano al modello della Blogosfera (consiglio3: lasciate perdere le classifiche di blog che vanno solo a vantaggio di chi le classifiche le fa).
    I blogger della prima ora, che in molti casi sono i più noti, hanno, spesso, il solo merito di essere partiti per primi creando un network di contatti autorferenziali che ha portato loro visibilità.
    Spariranno, senza un bagno di umiltà.
    Per divulgare la Rete c'è bisogno di persone umili che sanno il fatto loro, non di blogstar.
  • Ci sono 4 categorie di blogger oggi in Italia: 
    - quelli che non sanno nulla e non fanno nulla
    - quelli che non sanno nulla e fanno molto
    - quelli che sanno molto e fanno poco
    - quelli che sanno molto e fanno molto
    Voi in che categoria volete stare?

Cosa ne pensate?

Update!

Un doveroso update chiarificatore per gli adorabili Lele, Stefano e Alberto (nei commenti).

Il punto focale di questo post (ehi ci ho messo un sacco a scriverlo, ma l'avete letto almeno tutto o solo la parte sull'umiltà dei blogger? E Slideshare?E la Blogosferea Mainstream? Va beh non farò più 3 post in uno :( ) è la necessità, a mio parere, di divulgare meglio Internet in Italia, nel senso più ampio del termine.

Fare presentazioni migliori, imparare a comunicare meglio, avere un atteggiamento + umile verso chi ti ascolta (che non è obbligato ad ascoltarti), sforzarsi di usare un linguaggio più comprensibile.

Mi metto in gioco io in prima persona, naturalmente, perché divulgare è dannatamente complicato ma è una responsabilità che a questo punto della storia, ci tocca.

Lo spunto è stato l'ultimo Barcamp ma l'analisi non è sul Barcamp, - al quale neanche c'ero -, ma il modo di fare  le presentazioni, il modo di divulgare che oggi chi arriva in Rete a guardare video, slide e podcast si ritrova davanti.

Se per Voi è perfetto così, beh amici sono contento per Voi, ma credo che si possa molto migliorare.

Poi è chiaro che lo scopo del Barcamp sia condividere e incontrarsi come giustamente dice Alberto, ma nel momento in cui esce dalla nicchia degli adepti diventa anche divulgazione della Rete (è il discorso della responsabilità di ogni blogger di qualche riga sopra).

Tutto questo senza giudizi definitivi o dictat da maestrini (Lele, da quando sei diventato una star del video sei diventato irascibile! :) ) ma solo voglia di far crescere il Web nel nostro paese (ricordandoci che siamo tutti nello stesso brodo).

Tutto qui.

Che ne dite?

Commenti

Grazie per aver embeddato il video :-)
Ciao
Nicola

GRANDE post, soprattutto quando scrivi di divulgazione e comunicazione; credo anche io siano le parole chiave per questo "momento storico" del web, in particolare dei blog. ottimi i consigli, grazie! :-)

Marco, bel post ma a mio parere con una imprecisione: blogbabel non è più solo una classifica. Io non la considero più tale da quando mi consente di monitorare le conversazioni sulla base di una o più keyword.
In Italia a mio parere supera di gran lunga Technorati per affidabilità sulle conversazioni interne.

Caro Marco, quando scrissi questo post ( http://www.pensierineccesso.it/2006/11/13/che-cose-un-blog-boh/ ) intendevo dire esattamente ciò che hai brillantemente espresso nelle tue conclusioni. Ma fior di blogstar mi hanno risposto che mi sbagliavo. Ecco, io delle tue categorie di blogger credo di appartenere alla seconda: non so nulla ma faccio molto. La mia arma è il cazzeggio, visto che il mio è un blog non tecnico frequentato da lettori non tecnici. Ai quali però spesso e volentieri riesco a far capire qualcosa che sui blog tecnici sarebbe loro incomprensibile ed inaccessibile. O almeno lo spero. E' da tempo che sto pensando di organizzare non un BarCamp bensì un PubCamp, con birra a fiumi per tutti e con pochi esperti ed umili divulgatori che riescano ad intrattenere ed educare una platea di gente curiosa e desiderosa di informarsi su cosa di bello e di nuovo sia possibile fare grazie alla tecnologia in generale e ad internet in particolare.

Tra l'altro, chi non ha un blog come il tuo o non si chiama Marco Camisani Calzolari, o Lele Dainesi, o Andrea Beggi o Vittorio Pasteris, cosa ci va a fare ad un BarCamp? Io avrei voluto partecipare (e parteciperò sicuramente ad uno dei prossimi appuntamenti), ma già immagino gli atteggiamenti di sufficienza nei miei riguardi, che non sono tecnico e che c'ho il blog con la testata raffigurante me stesso sulla tazza di un cesso. Tutto questo per dire che secondo me è bene che i blogger più esperti si incontrino per andare oltre, ma che sarebbe anche il caso di non abbandonare tutti quelli che sono rimasti indietro... Divulgazione, umiltà. Parole sante.

Marco, di questo tema dobbiamo parlarne in voce. Io sono molto demoralizzato per quanto sto sperimentando. Vedo apertura solo nei titoli e negli slogan, mentre sono molti quelli che si fermano davanti alla mia cravatta. Forse sto facendo la cosa sbagliata a creare, proporre, stimolare, etc. Sto spendendo un sacco di energie e mi sto buttando in mezzo, ma più vado a fondo e più trovo chiusura.
Devo dirti che sono un po' stufo...
Forse è meglio che torni a dedicare più energie al mio lavoro, riducendo quello che sto regalando alla 'blogosfera'.
Ciao caro.
Marco

Ottimo post.
Questi sono argomenti di cui bisognerebbe parlare.
La prospettiva italiana è veramente poco esaltante, specie se vista in rapporto alla situazione degli altri Paesi europei.
Mi fa piacere vedere che ci sono persone che si stanno impegnando in prima persona per migliorare la situazione (mi riferisco al tuo post, duro per certi versi ma assolutamente condivisibile e a quello che dice Marco CC)

Ciao Marco
Mi fa piacere leggere le tue parole perche sembrano in parte "separate alla nascita" dalla mia chiacchierata al RomeCamp
vedi
http://www.slideshare.net/vittorio.pasteris/mille-bolle-blu/
grazie
VP

marco sorry ma io invece questo tuo post non l'ho proprio capito. lo scopo del barcamp e delle slide etc non è né comunicare né informare, ma condividere e confrontarsi.
in "peering", da pari a pari, proponendo, non pontificando

sinceramente per me la mattinata di sabato è stato uno dei momenti migliori del mio percorso in questi ambienti - e ti assicuro che è lungo - perché ai miei 15 min ca. di presentazione sono seguiti 20 minuti di domande e discussione

è per quello che siamo lì, ed è per quello che devi venire

mi dispiace, ma una critica anche a MCC: sei sicuro che si tratti della cravatta o non piuttosto degli argomenti e/o del modo di presentarli?

Beh, io faccio parte della categoria so poco e faccio molto...

Alberto,
del modo di presentarli, può darsi. Non penso di piacere a tutti. Ognuno ha il suo modo...
Per gli argomenti, beh, se la Net Neutrality (che è il mil tema) è un argomento che "ferma" qualcuno, allora la mia preoccupazione per il futuro della Rete cresce...

Comunicare, va bene.
Umiltà, benissimo.
Qualità e capacità nella comunicazione, ottimo.
Ma con che modello di business ? Tutto gratis ? Si puo' reggere sulla pubblicità ?
Forse dovremmo pensare anche ai numeri. Quanti sono effettivamente gli italiani che vivono il web ? Quanti invece nel mondo con la lingua inglese ?

@Update
Personalmente credo di poter dire che non mi ero fermato al mio "tarlo" dell'8^ legge di Monty, ed all'umiltà ;-)

IMPO, per quello che vale, sono pienamente d'accordo su tutta la tua linea.
Certo, anch'io non ero al BarCamp a Roma, ma le tue osservazioni non sono limitate al singolo evento, come da te precisato.

Se il problema sono i contenuti, è indubbio che il modo di presentarli fa parte della comunicazione. E se questa è difettosa non può non inficiare, almeno in parte, il risultato finale.

Migliorare, purtroppo o per fortuna, si può sempre :-)
Grazie ancora per quanto fai e, come sempre, buon lavoro
alex

Sono d'accordo per fare della diffusione di internet il perno centrale della questione. Il resto, come il BarCamp, mi sembra vadano ad incontrare gli stessi problemi che da sempre l'italia incontra nei rapporti tra intellettuali, elite innovativa da un alto e "popolo" per dirla coi temini della stessa questione che poneva già Gramsci. Si parla oggi di diffondere Internet: tene conto che stiamo ancora parlando di diffondere di più la lettura dei quotidiani di carta. O dei libri. e già dei primi o dei secondi si annuncia la morte e noi ancora dobbiaro arrivare alla soglia minima (siamo sotto il 50% della popolazione che legge libri/giornali).
L'Italia ha saltato un passaggio. la diffusione di una cultura media, popolare ma di qualità. in Italia non è che non si leggono libri e quotidiani "facili" a svantaggio dei "difficili". Non si leggono proprio. Rischiamo di fare al stessa fine con la sfera blog.
Ripartire allora concretamente da valorizzazione del "gesto" (leggo,bloggo,m'informo) associato ad accessibilità diffusa dei mezzi ( sulla vicneda WI-MAx e su come si comporterà questo governo io deciderò se votarlo ancora o no).Io non faccio politica e me ne rammarico. Quindi non invito nessuno se no me per primo: ma bisognerebbe qui sì,nella politica più che nei barcamp, far sentire la propria voce, comunicare, presentare bene il problema creare consensi.Partecipare. Condividere.

Marco for President

Ero a Roma ed alcune perplessità (http://sid05.blogspot.com/2007/01/per-ma-io.html) le ho avute... la cosa che però non capisco è la base su cui poggia il tuo (bel) post: come se il crescente numero di "persone normali" che quotidianamente apre un blog non sapesse cosa sta facendo... magari si può discutere su come migliorare la nostra "propaganda" nella vita comune, e da questo punto di vista le tue ricette sono totalmente condivisibili, ma il timore di avere un paese che ignora il fenomeno è ormai passato (o manca pochissimo)...

marco grazie per la risposta / update etc. però sarò ottuso, ma non mi suona

sul tema "divulgare internet", col sottoscritto sfondi una porta aperta. lasciamelo dire: io ho fatto la prima inchiesta italiana su internet, su pc magazine, nel 1995. e da allora, anche se sono un po' stanchino :), non ho mai smesso

però il barcamp non è un raduno di comunicatori o un convegno, è un luogo dove si incontrano le persone che le cose le fanno. il blogger è lì per condividere la sua attività di blogger, le sue esperienze, idee (e anche un po' di umanità, chi più chi meno), non per comunicare robe che fanno altri. idem il programmatore, il giornalista, chiunque. si va lì per fare

tocca ad altri comunicare. in particolare a chi il media ce l'ha

per cui scusami, ma da giornalista non posso fare a meno di dirti che hai "bucato" la notizia. avresti dovuto impacchettare redazione, redattori, cameramen e microfoni e portare skytg24 a fare live reporting dal campo

direi proprio che "divulgazione, comunicazione approccio :(((" per sto giro tocchi a te, sorry

anch'io ho qualche riserva sulle modalità di presentazione, ma sono sicuro che le cose miglioreranno ai prossimo barcamp. intanto però tu convinci zio rupert a infilare un bell'agregatore di podcast nel decoder di sky: non avrà mica paura dei nostri criptici e autoreferenzialissimi contenuti gratis, no? :-) a

@antoniocontent: ora lo chiamo aspetta in linea ;)
M

Giusto quello che dici riguardo la divulgazione del web: sui nostri blog, in giro per la rete parliamo tanto di web e network sociali, nuove applicazioni e nuovi progetti. Poi andiamo fuori (verso le aziende o verso chi è semplicemente cuorioso) e ci accorgiamo di parlare una lingua straniera rispetto a quello che tu chiami mainstream. Penso che più che umiltà, spesso e volentieri sia vera e propria deformazione professionale: me ne accorgo io stesso quando devo spiegare qualcosa a colleghi che non si occupano di web o a clienti che vogliono investire on line ma non sanno da dove partire e soprattutto non sanno che con internet si possono fare tante cose, non solo inviare mail...
Come dico sempre: (in)formariamo per abbattere le distanze.

Il mio lavoro è comunicare. Ogni anno tengo più di 50 corsi di formazione legati a tecniche di stampa digitale. Da quando ho messo in piedi il forum dell'artigiano-tecnologico ho fatto avvicinare alla comunicazione vera tanti "ignoranti" nel senso buono delle parola. I blog, tramite la loro diversificazione, (long tail) riescono a far avvicinare chiunque voglia ampliare le conoscenze. Il resto delle persone che non sono saltate da questo lato, son sicuro che si estingueranno molto presto.

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