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05 febbraio 2007

Commenti

Diego

Con tutto il rispetto, Marco, un po' troppo imbevuto di "American way of life". Eccheccazzo, se in un minuto (30 secondi: potevi farti mettere il cronometro in sovraimpressione) devi tirar fuori da mille aspetti quello più importante, mi vai a scegliere proprio quello economico?

Poi, capirai, fosse un esempio la politica negli Stati Uniti...

OScar

Diego, internet come tutto il mondo si muove per il denaro.

Si possono dire tante belle cose, la conoscenza, l'informazione, tutte cose di cui noi me compreso siamo innamorati ma se vai poi a vedere sotto sotto trovi sempre ciò che fa andare avanti un pò tutto: soldi ergo pubblicità.

Poi non credo che Marco volesse proprio radicalizzare così la cosa però se deve esprimere il succo del discorso in 30 secondi o qualcosa di più (vogliamo il cronometro! :) ecco che allora si va a parare lì.
E nemmeno tanto forzatamente:
nuova utenza=maggiore traffico=più risorse

più teste
più idee
più sviluppo della rete

e se ci pensi è un autofinanziamento a spesa zero per l'utente. Ciò che gli si chiede è di interessarsi a quello che è internet e di proporre le sue idee e così fare la sua parte.

Diego

Sì, Oscar, per carità: al di là dei miei giudizi personali, che qui non interessano, ogni battito d'ala si muove con il denaro e questo è un fatto sociale. Internet si muove con il denaro. D'accordo.

Il problema è che non è - o non dovrebbe essere - compito della Politica (di questo si parla, non di Internet in generale, e qui del fatto sociale me ne frego) muoversi in Internet con e per il denaro. Almeno qui. Sulla relazione "deterministica" politici in rete = maggiore utenza avrei poi qualche dubbio.

Poi, come ho già detto, capisco benissimo la compressione del tempo, i 30 secondi, ma la chiosa è da sogno americano all'ennesima potenza, verso il quale non nutro particolare simpatia.

Ale, un porchettaro burino di Ariccia

Caro Diego, se non l'avessi capito, l'idea del buon Montemagno (ribadita anche nel commento di OScar), invece che in un minuto si potrebbe spiegare in 6 parole:

UN INTERNET PER "POLLI DA BATTERIA"...

Insomma...l'idea di un Web omologato alla televisione, i cui contenuti rappresentano un aspetto secondario rispetto al business ed alla pubblicità...

'A Marco, senza offesa...il tuo blog è interessante e l'ho anche "bookmarkato"...ma le tue idee, per quel che mi riguarda, lo sono molto meno...

Pietro/Petros

Ciao a tutti,

Intervengo anch'io nel dibattito. Sono uno studente italo-greco a Milano e Parigi alla prestigiosa Ecole Polytechnique di ingegneria ed economia, che - tra le varie cose - nella vita si occupa anche di politica e arte (teatro e musica).

Mi chiedo - e questo discorso è valido anche per la Francia - quali dei politici sarebbe disposto a mettersi in gioco via internet? Se la risposta riguarda una percentuale ridotta, come consigliereste di stimolarli a farlo? Personalmente, sono d'accordo che l'aumento della visibilità farebbe evitare che al Parlamento si presentassero persone (che sono per fortuna la minoranza) con un livello culturale abominevole!...

Petros/Pietro

Marco Montemagno

@Ale, un porchettaro burino di Ariccia : uhm nessuno ti obbliga a seguirmi Ale :)
@Diego: appena mi mandi un tuo video in cui spieghi la poltica in 30 secondi lo mando in onda
Monty

Diego

Carissimo Marco, "rassicurami" sul fatto che non devo tradurre la riga sopra nei termini del pazzesco macchinista ferroviere che dopo avermi chiesto "cosa ne pensi di questo treno pazzesco?" ed essersi sentito dire che "no, guarda, non mi piace perché...", rispose fiero e orgoglioso "allora fattene uno pazzesco da solo e invitami quando è pronto".

Se vuoi, comunque, ti faccio un bignami del Capitale, che è un sempreverde, ma non so se è roba per SKY. Però parto avvantaggiato, e non vale: so cosa non dire.

Ale, il giornalaro 'bboro de Vetralla

"uhm nessuno ti obbliga a seguirmi Ale"

Slogan buono per uno "pseudo-guru" della comunicazione, Montemagno...

D'altronde, si rischierebbe di essere anche troppo pretenziosi nel chiedere di fare un discorso più articolato da uno che vuol spiegare il nesso tra "Internet e Politica" in un minuto (un minuto?...sic!)

OScar

Ale dice: "l'idea di un Web omologato alla televisione"...che penso sia l'esatto contrario di quello che Marco voleva intendere.

Quando di pietro "apre" a internet con blog e canale video su youtube gli si dice "bravo benissimo fantastico" (e gliel'ho detto anch'io che certo non ho nulla a che fare col suo schieramento politico). E si dice che è giusto, che non ci sono filtri, che non ci sono intermediari, che c'è un dialogo più diretto etc..

Poi dopo però quando si ipotizza che la cosa si metta concretamente in atto anche per quanto riguarda il resto del mondo non va bene perchè si "omologherebbe il web alla tv"

ED è ESATTAMENTE IL CONTRARIO. è la tv che si dovrà omologare ad internet in futuro, ai suoi metodi, ai suoi protocolli.

Il contenuto di quello che è il giornalismo tradizionale e i programmi convenzionali si sposteranno piano piano e con essi le persone che a quei sistemi fanno riferimento. Questo almeno secondo me, poi magari non succederà nulla.

Certo, resterai in salotto davanti al tuo schermo che va dai 28 ai 42 pollici ma magari magari tra uno o due anni inizieranno (come si sta già facendo a fare) a produrre televisori che non saranno più televisori, ma più computer che televisori.
Non voglio scendere nei dettagli, ma secondo voi è un caso che sui Philips siano apparse delle prese ethernet, usb e il wifi?

Già adesso in tv sempre più si fa riferimento a internet per notizie, avvenimenti, video (come quello fatto vedere ieri a studio aperto circa la ripresa di un telefonino a Catania) etc..
Quando in più ci saranno persone che si sposteranno su internet e d i mezzi "a portata di salotto" il passaggio sarà completato.

Poi Diego la cosa del "sogno americano" ti è venuta fuori per la cosa che marco ha detto del garage di google?
Quello non è sogno americano, è vita di tutti i giorni. Però loro avevano i mezzi, noi, all'epoca no.
E, quindi, se li avessimo avuti e se in un futuro tutti avessere più conoscenze anche qua?
questo il punto.


Diego

Oscar: adesso non è questo il posto per parlare dell'American Dream (che è un argomento interessante, ma non qui), però ti cito Wikipedia giusto per chiarire :)

"Negli anni '90, la ricerca del Sogno Americano può essere individuata nel boom delle Dot-com. La gente negli Stati Uniti, come nel resto del mondo, ha investito le sue energie nella nuova corsa all'oro di Internet, sempre guidata dalla stessa fede secondo cui chiunque, con abilità e duro lavoro, può avere successo in America. Gente normalissima mise in piedi delle compagnie dal loro stesso garage di casa e divennero milionari."

http://tinyurl.com/35gth2

Wikipedia non è il Vangelo Secondo Gesù Cristo, ma c'è tutta una letteratura che converge su questo.

Adesso, la visione insieme pratica e fiabesca di Marco ci può anche stare. E chi gliela tocca.
Oscar, capiamoci, ben venga una diffusione della conoscenza e, senti cosa ti concedo, ben venga pure la bolla speculativa delle Dot-com et similia. Il fatto è che qui mi pare si stiano confondendo le possibili misure di politica economica in tema di nuove tecnologie con il rapporto Politica e Internet: cosa dovrebbe fare la politica PER internet, e cosa la Politica potrebbe fare CON Internet.

Stiamo parlando di diffusione della conoscenza, di Democraticità che va alle radici per sradicare democrazie rimaste sulla carta, di pari opportunità, di civismo // o di Berlusconi che apre un blog giovane, di finanziamento partitico con Visa Mastercard degli elettori, di occasioni economiche da Sogno Americano?

Capisco l'idealismo della posizione, ma è quanto posso dare. Non di più.

Se poi Marco vuole intavolare una gara a chi ne sa di più, a chi ha studiato di più l'argomento, a chi viene meglio in video, a chi riesce a dire più cose in 30 secondi perché lui c'ha provato e gli altri no, chiudiamola qui che il tempo libero è una risorsa scarsa.

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