Yahoo TV, il lancio odierno di hotzone.yahoo.com (Kevin Sites) e Internet TV (Video riflessioni)
Oggi 26 settembre 2005, nell'approfondimento delle 12:45 abbiamo parlato di Internet e TV, prendendo spunto dal lancio del sito di Yahoo Hotzone, curato da Kevin Sites.
E' un avvenimento importante perché ufficializza ancor più il ruolo del blog come strumento di informazione, apre le porte a un tipo di giornalismo grassroots mobile/digitale e rappresenta un tassello importante per quella che è la c.d TV via Internet (che, lo ripeto, non ha nulla a che vedere col limitarsi a diffondere in Rete gli stessi programmi trasmessi in TV).
Il tema è caldissimo (si parlava proprio in questi giorni di Google TV - qui altre riflessioni di Alberto Puliafito sul tema - e sempre in argomento ho visto un pezzo proprio di oggi di Mantellini con alcuni interessanti spunti di riflessione).
Cosa ne pensate?
Sotto ci sono i 3 video separati dell'intervento, di circa 2 minuti l'uno (serve flash per visualizzarli):
Nasce il servizio ufficiale per ottenere
gratuitamente un blog targato Wordpress, molto probabilmente del tipo
blog.wordpress.com ma con tutte le funzioni che caratterizzano questa
piattaforma.
Al
momento è possibile usufruirne solo ricevendo un invito, ma è possibile
anche inviare la propria e-mail sperando in una grazia dal cielo
Yahoo news/Flickr ha uno slideshow con 544 foto: qui.
Lasica ha un link a un video (.wmv) girato da un utente che documenta il dopo uragano (ce ne sono altri in giro).
Su Flick uno slideshow dell'uragano visto dall'interno (alcune foto, le ultime sono incredibili); su Metafilter altri link.
BoingBoing ha invece un link molto interessante, sull'utilizzo di Google Earth, con apposito plugin, per seguire lo sviluppo dell'uragano e documentare le conseguenze.
La mia impressione conclusiva è che il livello di partecipazione degli utenti, in occasione di questo uragano, non abbia precedenti in termini di tecnologie adottate (che continuano a nascere e a migliorare) e di grassroots journalism.
Ormai è quasi scontato ripeterlo, ma ogni volta che si verifica un evento:
gli utenti, i cittadini scendono in campo e ognuno produce materiale che diffonde in vari modi (posta le immagini su Flickr, news e commenti sui blog, link sui siti di social bookmarks, video su ourmedia e simili, podcasting su odeo e via dicendo).
Entry di Wikipedia sempre puntuale, i blog più noti che fanno da hub e blog nuovi che nascono in occasione dell'evento.
Tutti connessi a segnalarsi novità via rss/commenti/email/im/voip.
I media tradizionali cercano online news e al tempo stesso chi sta online setaccia anche i media tradizionali come fonte d'informazione.
In conclusione, un'impressione molto positiva di come si sta sviluppando l'informazione.
TgBlog: videoblog giornaliero su Internet, in pillole da 30 secondi
Volevo segnalare, in anteprima ai lettori di Sky TG24 Pianeta Internet, la nascita di un nuovo progetto web, in beta, in cui sono personalmente coinvolto: TgBlog.
Si tratta di un videoblog giornaliero fatto di pillole da 30 secondi, per divulgare Internet e dare una mano ai non tecnici, ad usare al meglio questo straordinario strumento. Una sorta di "Internet for the masses".
Il progetto è in Creative Commons, gratuito, prodotto in modo indipendente ed aperto ai contributi di tutti gli appassionati di Rete, che vogliono condividere con i non addetti ai lavori le proprie conoscenze.
Tra i lettori e il pubblico di Pianeta Internet ci sono moltissimi esperti in gamba e sarei entusiasta di riuscire a coinvolgere qualcuno in questo progetto, per arrivare a creare un canale tematico dedicato a Internet/nuove tecnologie, realizzato però sul Web e in modo grassroots dagli utenti stessi.
Opinioni e soprattutto critiche saranno molto apprezzate :)
Questo signore insieme ai Downhill battle, sta facendo una rivoluzione.
Questi ragazzi stanno di fatto semplificando il modo di distribuire contenuti via Internet (= stanno rivoluzionando il settore televisivo, cinematografico, radiofonico, basta?).
Ne abbiamo già parlato spesso, ad esempio a proposito di Broadcast Machine.
Qui sotto trovate l'intervista appena fatta dal noto videoblogger Garfield (dura circa mezz'ora). Ne consiglio vivamente la visione.
The Broadcast Machine team says:
"Broadcast Machine is software for your website that can publish fullscreen video files to an unlimited audience, using torrent technology to reduce or eliminate bandwidth costs.
Qualche giorno fa alcune associazioni del settore terziario proposero Beppe Grillo a capo del WTO (World Trade Organization, l'organizzazione internazionale per il commercio). La cosa, nata come provocazione, è stata ben vista da Grillo che ha deciso di partecipare attivamente alla provocazione stessa, accettando la candidatura.
Le sue intenzioni sono di lasciare la cosa come una frecciata, senza interesse ad ottenere seriamente quel ruolo, preferendo di continuare a fare il suo lavoro - usare il suo ruolo di comico di satira per proseguire la sua missione di far pensare le persone e far loro conoscere ciò che troppo spesso ci viene nascosto.
Al di là della candidatura di Grillo, è interessante pensare alla questione anche da un altro aspetto.
Finora i politici hanno promosso sé stessi utilizzando i blog come mezzo di comunicazione con i propri elettori - in questo caso c'è stata un'inversione di causa ed effetto, i lettori sono diventati e-lettori (concedetemi il gioco di parole) promuovendo la candidatura di una persona di cui si fidano e che ritengono valido mezzo di promozione dei propri ideali.
Con la venuta dei blog potremmo essere allo stravolgimento della politica: un tempo si diceva al conoscente "perché non ti metti in politica?", ora possono essere decine, centinaia o migliaia le persone che spingono un possibile «politico» a scendere seriamente sul campo.
Normali persone che esprimono le proprie idee e riescono a farle conoscere al mondo come mai è stato possibile prima, ottenendo il loro consenso e riuscendo a raggiungere una posizione tale da permettere di mettere in pratica i propri pensieri.
È la venuta di un modo grassroots di fare politica?
Al meeting degli shareholders di Google della scorsa settimana, il CEO di Google ha esordito con una slide incentrata sul tema della long tail.
La teoria di Anderson contiinua dunque a dilagare, sottolineando "l'importanza di dare importanza" ad entrambi i lati della curva.
In altre parole, sul web i numeri (il fatturato e gli utili) generati dall'aggregato dei piccoli sono pari o superiori a quelli generati dai grandi (= tanti musicisti sconosciuti possono fare guadagnare più di Britney Spears).
Questo perché in Rete salta il limite dello spazio (non c'è un limite fisico dove allocare i prodotti) e si azzera quella che possiamo definire "soglia di distribuibilità" di un bene (non sono limitato a distribuire e/o a tenere online solo prodotti in grado di generare cospicui ritorni, ma posso tenere, ad esempio, anche prodotti di cui vendo solamente pochi pezzi all'anno).
Avremo modo di approfondire l'argomento molto presto.
"We took a look at our market last year and asked ourselves: how are we doing? If you look at the advertiser, the market we're in, how do we do from the largest companies - Wal-Mart - in the world, all the way down to the smallest companies in the world, the single individual. We call this The Long Tail. A lot of people have been talking about it--it's a very interesting idea.
Il nuovo digital divide, secondo Seth Godin (assolutamente da leggere)
Se volete capire perché leggere BoingBoing, aprire un blog, usare Firefox e un RSS reader fa la differenza, leggete questo post di Seth Godin: una fotografia perfetta di come il web stia cambiando il mondo.
" Well, five years ago, geeks pretty much kept to themselves. They'd be sitting in IRC chat, or arguing about Unix vs. Linux, but it didn't spread very fast and it didn't influence the rest of the world outside the tech community.
Today, though, the Net is far more robust and far more ubiquitous than it used to be. And it's bloggers who are setting the agenda on everything from politics to culture. It's bloggers that journalists and politicians look to as the first and the loudest.
As a result, your most-connected, most influential customers are part of the digerati. They can make or break your product, your service or even your religion's new policies. Because the Net is now a broadcast (and a narrowcast) medium, the digerati can spread ideas.
The second thing to keep in mind is that the digerati are using the learning tools built into the Net to get smarter, faster. A new Net tool can propogate to millions in just a week or two. Unlike the old digital divide, this means that the divide between the digerati and the rest of the world is accelerating."