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06 marzo 2006

Commenti

Gatto Nero

Riguardo alla volgarità che dipende dal contesto: troverei altrettanto volgare lo scrivere tutto maiuscolo in rete. Che facciamo, lo censuriamo? :D

Alberto Puliafito

Marco, forse sarò fuori strada io, ma quando si fa la stessa impressione a un nutrito numeri di persone, si potrebbe anche farsi prendere dal dubbio che non siano fuori strada gli altri...

O siamo tutti pazzi, o se tutti quelli che me ne hanno parlato hanno ravvisato un tono da "maestrina"... forse hai avuto un tono da "maestrina". :D

Noantri

Le parolacce sono la vita.
Per la miseria, "infilare la testa nel culo di un muflone" è cosa ben diversa dell'"introdurre il capo nel deretano di un quadrupede di pianura". Le parole sono importanti, la grammatica anche e le parolacce soprattutto.

Dice Bukowski: "Puttane, la strada e galere: eccole qua le mie università".
[Ste]

Marco Montemagno

@Alberto: ognuno ha la sua opinione siamo qui a parlarne. Mi sembra francamente che stai creando un caso sul nulla ma d'ora in poi proverò a esorcizzare la maestrina che è in me :)

@Noantri: la valutazione era sull'approccio complessivo non sulla singola frase.
E dai fai il bravo e non scomodare Charles ;)

AtaruMoroboshi

il fatto è che parlare di sanremo, come di quasi tutta la tv odierna, è purtroppo volgare e deprimente già senza parolacce.
La maggiorparte dei programmi sono altamente diseducativi, vedi reality e scandali da copertina pettegola.
In tutto questo, non credo che parlare di Jesse McCartney (peraltro sto grande ospite, un bambinetto che fa musica elementare, non certo un Bowie e nemmeno uno di mezza tacca), dicevo, non credo che parlare di Jesse McCartney in questi termini sia offensivo.
E'ironia, di parolacce in tv è pieno, in contesti trash che più trash non si può. Qui, mi sembra di capire che si parla di tv, siamo su Sky. I blog almeno aprono il cervello, alcune trasmissioni, non credo. Dunque credo che prima vada rifatta la tv, poi si potrà riparlare di volgarità per "il culo di un muflone", sempre meglio del piccione di Povia, per carità.
Saluti

Mumble

Mumble mumble... prima di pubblicare certe immagini, dovreste assicurarvi che non urtino la suscettibilità di qualcuno. Non vorrei mai che raffigurare in una vignetta la nudità dei piedi umani, la faccina sorridente ma soprattutto la ciabatta pelosa, fosse in constrasto con qualche religione o setta... non si sa mai... ;)

Maxime

Visto che il "flame" si è trasferito di qua, anch'io copio e incollo il mio precedente commento, tanto per non perdersi nulla per strada:

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Ah, dunque si trattava del linguaggio utilizzato (ed essendo io uno dei massimi esponenti del turpiloquio su quel blog, mi sento chiamato in causa). Immagino dunque che a questo punto inizierai a spuntare dal tuo blogroll ogni indirizzo che contenga al suo interno qualche termine censurato dal buon Igor e che possa colpire la sensibilità del lettore medio di "Reporter diffuso". Già me li immagino i prossimi commenti ai tuoi post: "quello lì che hai linkato ha scritto cazzo... cancellalo". Giusto, giustissimo. ;)

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Per il resto quoto totalmente quanto scritto da Alberto (terzo commento di questo post).

Zucconetonto

Mi sorge un dubbio.
L'aver lasciato il link, barrandolo, non e' forse un modo per dire: io adoro quel blog, ma siccome sono un giornalista di Sky e questo e'un "corporate blog" devo far finta d'indignarmi.

Alessandro Merolla

Secondo me la chiave del problema è il luogo dove si inserisce il turpiloquio. Il blogger può scrivere tutte le parolacce che vuole. Invece, chi commenta un post dovrebbe adeguarsi - per quanto possibile - allo stile del blogger: se nel blog non ci sono parolacce, non dovrebbero comparire neanche nei commenti, e viceversa.

Personalmente, nel mio blog accetto parolacce e insulti. Mi divertono e alimentano la discussione. Al turpiloquio rispondo con un linguaggio posato, che può essere molto più violento e aggressivo di quello usato dal commentatore.

Marco Montemagno

No confermo che non è lo stile di blog che mi piace.
Non mi piacciono gli insulti, l'approccio e questo modo di fare da bambini.
Se poi ad alcuni lettori piace, buon per loro.
Tutto qui.

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